Nata nel 1998 per regolare e gestire il Domain Name System, L’ICANN, che sta per Internet Corporation for Assigned Names and Numbers, è stata fino ad oggi patrocinata dal paese d’origine di Internet: Gli Stati Uniti.
Dopo 11 anni, Internet, che dal 1998 è cresciuta e divenuta patrimonio comune di tutto il mondo, sarà ora gestita da un “ICANN 2.0″, che sarà invece composta da rappresentanti di più di cento tra paesi e aziende.
Per comprendere la scelta che ha ridimensionato il potere di Washington sulla rete, bisogna tenere presenti le pressioni della UE e di molti paesi emergenti che, si aveva timore, avrebbero potuto creare una nuova rete alternativa ad Internet gestita autonomamente; tale scelta avrebbe radicalmente stravolto la rete come la conosciamo oggi, ponendo un freno sia alla sua crescita che all’economia globale.
La scelta effettuata dall’ICANN è dunque un chiaro segnale di apertura, venuto da chi, consapevole dell’alto mandato che ha nelle proprie mani, ha rinunciato ad un pò di potere per una ideale più grande.
Ovviamente Paul Levins, vice presidente di ICANN, ha minimizzato: “Siamo stati indipendenti dal giorno in cui l’organizzazione è stata creata – ha precisato – non ci stiamo liberando dalle catene degli USA, semplicemente l’unico vero supervisore del nostro lavoro saranno i cittadini della rete”, ma grazie anche grazie a questa scelta ora si preannuncia, ad esempio, la possibilità di registrare domini in altri alfabeti oltre al latino, come il cinese o l’arabo.
Anche l’espansione di Internet sembra procedere ed è notizia di questi giorni che entro il 2025 sarà completato l’adeguamento di tutta la rete al protocollo IPV6 che rimpiazzerà definitivamente il suo predecessore IPV4, aumentando di molto il carico massimo teorico di utenti della rete e migliorando la velocità stessa della connessione.
Avanti così quindi!